Il documento del Partito Democratico sulla crisi politica e il fallimento programmatico della destra “L’UdC è fuori dal governo e dalla maggioranza a Palazzo Dogana perché era la parte più debole di una coalizione in cui ancora oggi, a due anni di distanza dalle elezioni, sono in tanti a voler assumere responsabilità di governo. Dopo le regionali la Giunta non sarà più la stessa e su questo sono pronto ad accettare scommesse”. Lo ha affermato Paolo Campo, segretario provinciale del PD, intervenendo nel corso del Consiglio provinciale monotematico dedicato alla crisi politico-amministrativa del governo provinciale e riunitosi su richiesta dei gruppi di minoranza. L’opportunità dell’Assise, a parere dello stesso Campo, nasce dall’affermazione del “diritto dei consiglieri a conoscere, nelle forme e nelle sedi istituzionali, le ragioni della revoca dei due assessori dell’UdC e come la compagine di governo sarà ricostruita”. Ciò anche in ragione del fatto che “i limiti amministrativi della Giunta sono stati denunciati più volte dalla maggioranza” e che “il tema politico della tenuta della coalizione di destra è stato posto, più volte, da una parte della coalizione stessa”. Proprio queste considerazioni hanno indotto il segretario provinciale del PD a dichiararsi scettico rispetto alle conseguenze dell’estromissione dalla maggioranza di “una forza politica i cui voti sono stati decisivi per l’elezione di Antonio Pepe: non è da questo atto che discenderà maggiore coesione politica e coerenza amministrativa”. Anzi, la rottura del patto elettorale è frutto di “opportunismo e mina la legittimazione del presidente”. Sul fronte operativo, poi, “una maggioranza di governo fondata su un equilibrio di governo così difficile non può avere il fiato lungo e la visione prospettica necessari ad affrontare i problemi del nostro territorio, aggravati anche dall’inerzia di questa Giunta”. “Le elezioni anticipate non sono mai auspicabili e noi non siamo interessati alla rivincita elettorale, perché la Capitanata ha bisogno di un’Amministrazione coesa e operativa. Però c’è il fondato rischio che il futuro ci riservi una verifica al giorno e mi appello alla sua sensibilità istituzionale - ha concluso Paolo Campo - affinché si evitino i contributi ai singoli consiglieri ed esponenti politici e si rimetta nelle mani degli elettori la scelta del governo che necessita alla nostra comunità”.
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